La morte di Lemmy segna la fine di un genere?

Lo squilibrio nella forza che ha portato la morte di Lemmy è stata avvertita in tutta la comunità musicale, ne ha scosso le fondamenta e ci ha portato a chiederci “e quando anche l’ultima icona del Rock se ne andrà cosa ci rimarrà? ai concerti di chi andremo? quali nuovi album ascolteremo?”.

Ci stiamo indubbiamente avvicinando alla fine di un’era, nata negli anni ’70 – ’80, un periodo particolare di cambiamento, una transizione da un’atmosfera post-bellica a una di benessere economico.
Un’era piena di energia, piena di voglia di cambiare, di mettere in discussione ogni valore e imposizione. E così giù di LSD (Love, Sex, Drug) o SPA (Sesso, Pace, Amore).
Col passare del tempo la società si è evoluta (non tutta purtroppo) e con essa la musica che ne è il suo riflesso, perdendo quell’anima combattiva e piena di vita  che ha lasciato il posto ad un’anima esteta che antepone la bellezza formale agli altri valori (sto generalizzando, lo so).

“Quindi è davvero finita? con che musica cresceranno le nuove generazioni? non è che i nostri figli finiranno ai concerti di Fedez e Miley Cyrus?”

Assolutamente no! innanzitutto è nostro imperativo biologico tramandare il retaggio musicale creato da quei gruppi che sono per noi pietre miliari.
Così come una Harley e un Chiodo non passeranno mai di moda, nemmeno il rock’n’roll lo farà, perché sono portatori di significati e valori racchiusi nell’anima di tutti (tranne di chi non ha un’anima ovviamente, e va in giro indossando quei sacchi neri lucenti della spazzatura).

Citando Lemmy “Il futuro del rock’n’roll è nelle mani dei fan” perché saremo noi con il nostro comportamento a decretarne il futuro.
Spegnete la TV con i suoi Talent Show e ora più che mai supportate le band emergenti in cui sentite quella grinta dell’epoca d’oro, perché non tutti sono rimasti atrofizzati dal sistema del Pane e Circo giornaliero e hanno voglia di cambiare ed esprimere la loro energia.
Condividete la loro musica su Facebook (e non solo le vignette di zio ematitos e della fabbrica del degrado) come si faceva una volta con le cassette duplicate.
Andate ai loro concerti e portate amici, perché un gruppo vive solo grazie ai suoi Fan, e quando riuscirà a smuovere una massa critica allora anche il mercato ci punterà i riflettori sopra (grazie ad un orecchio sempre puntato sui bisogni dei consumatori e l’altro sul tintinnare dei denari).

E infine ricordate: c’è sempre una nuova speranza…e anche un risveglio della forza.

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Paolo Palmisano

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